Consulenza aziendale

Lo psicologo consulente dei processi organizzativi, può lavorare nei vari contesti organizzativi, da quelli più piccoli come un’attività a conduzione familiare a quelli più strutturati con diverse funzioni, reparti e ruoli come una piccola, media e grande impresa, occupandosi di:

- comunicazione interna e comunicazione rivolta all’esterno, ovvero quando l’organizzazione vuole comunicare qualcosa ai suoi clienti, nell’ambito della promozione dei suoi prodotti/servizi (marketing), oppure vuole comunicare i suoi valori (mission e vison) ai potenziali clienti, al territorio, alle istituzioni…

Essendo un esperto di processo decisionali e comportamenti, lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni si occupa di:

- gestione della sicurezza: i lavoratori spesso mettono in atto comportamenti che per abitudine, fretta, rischio sottovalutato, possono mettere a rischio la propria incolumità.

Le competenze di valutazione e di misurazione anche attraverso opportuni test rendono lo psicologo il professionista più competente a gestire il personale, in particolare per:

- affiancare l’organizzazione nella ricerca e nella selezione del personale o nella ricollocazione di lavoratori presso altri ruoli;

- sostegno e consulenza per l’orientamento lavorativo e lo sviluppo delle carriere.

Inoltre lo psicologo ha competenze nel problem solving, ovvero è esperto di come si creano e si mantengono i problemi nei vari contesti delle interazioni umane, per cui può sostenere chi si occupa di organizzare il lavoro (datore di lavoro, direzione, capo reparto/ufficio) nel processo di ricerca delle soluzioni per risolvere qualche aspetto problematico nelle interazioni tra colleghi o nei processi lavorativi.

Le competenze di gestione dei processi interattivi e comunicativi, fanno dello psicologo una figura preparata a:

gestire la formazione nelle organizzazioni nelle sue varie fasi, dalla rilevazione del bisogno formativo dei lavoratori, alla realizzazione del progetto, sino alla conduzione in aula del processo formativo.

Gli strumenti principalmente usati dallo psicologo per intervenire nelle organizzazioni sono la consulenza e la formazione.

La consulenza è quel processo interattivo tra cliente (organizzazione) e consulente nel quale si definisce qual è il problema o l’aspetto nel quale si vuole intervenire.

La formazione, in tutte le sue modalità (in aula, coaching, esperienziale) è lo strumento che permette di aumentare le competenze di gestione dei ruoli lavorativi o aumentare le conoscenze relative a qualche tematica di particolare interesse (sicurezza, comunicazione, gestione conflitti…).

Come si fa a capire che è in un’organizzazione è presente qualche aspetto critico che potrebbe far richiedere la consulenza di uno psicologo?

Ci sono alcuni indicatori che possono essere segnali della presenza di qualche problema nell’organizzazione, come ad esempio la presenza di numerosi infortuni o parecchie assenze del personale (permessi, malattia, aspettative, assenze ingiustificate). Anche un alto turnover, cioè licenziamenti o dimissioni volontarie in breve tempo e molto frequenti, possono indicare che un luogo di lavoro richiede delle caratteristiche di adattamento troppo alte o molto stressanti. Anche tante ore di ferie non godute possono essere un segnale che il personale fatica o è sottodimensionato, oppure lavora oltre l’orario ufficiale. Lamentele, procedimenti e sanzioni disciplinari sono il segnale che la comunicazione tra chi lavora e chi si occupa di organizzare il lavoro si è bloccata o irrigidita su posizioni da rivedere.